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ROMA RISCHIA DI ESSERE SCIOLTA TRA POCHE ORE PER MAFIA E IL SINDACO MARINO STA AI CARAIBI!

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locandina marino marchese del grilloOrmai non riesco più neanche a ironizzare con le mie locandine sul sindaco Marino. Sono in seria difficoltà. Dopo aver paragonato Roma a Gotham City per l’alta criminalità e aver lanciato lo slogan Marino come Schettino durante l’alluvione che ha inondato la città, adesso mi trovo in un’imbarazzante difficoltà.

Stamattina ho fatto la consueta rassegna stampa iniziando dai giornali di opposizione e ho letto stupefatto dell’assenza del sindaco dalla città in queste ore difficili. Ho pensato: ‘saranno i soliti giornalisti di destra che dicono che l’ottimo Sindaco Marino che combatte contro il crimine e per la legalità se ne sta su un’isola caraibica tra le palme di cocco e i resort extra lusso, mentre lui è al lavoro insieme al suo assessore alla legalità per sconfiggere il malaffare e i clan nella nostra città’.

Cambio giornale, ne prendo uno di sinistra (mi pare si chiami Repubblica) e leggo che pure l’assessore alla legalità sta al mare e non ha intenzione di tornare a casa per non darla vinta ai Casamonica.

Non so se ridere o piangere. Accendo la tv e vedo che un deputato dello stesso PD, tale Migliore, critica il suo sindaco per aver abbandonato la città in questo momento così difficile.

Tra poche ore sapremo se Roma verrà commissariata per Mafia. Sarà una scelta importante e una giornata decisiva. Sciogliere la Capitale d’Italia per infiltrazioni mafiose sarebbe un passo coraggioso che però lascerebbe traccia nei libri di storia.

Non è un paesino dell’entroterra con le cosche che controllano chi entra ed esce nel paese, stiamo parlando di Roma, una metropoli con 4 milioni di persone che sta per ospitare un Giubileo. Invece di andare per uffici, parlare coi ministri e con il premier, chiudersi in prefettura con il prefetto per risolvere questa grave emergenza, il coraggioso sindaco ha preferito mettere l’infradito, il pinocchietto e la canotta e starsene un pochino sulle spiagge nell’altro lato del mondo. Tanto a Roma che potrà mai succedere? Tranne un atterraggio degli ufo, qui siamo già abituati al peggio. E siamo anche abituati a non avere Marino tra i piedi nei momenti di massima criticità della città. Ogni volta che succede qualcosa di grave lui è fuori, neanche fosse l’ambasciatore Onu per la diffusione della porchetta di Ariccia.

Ma allora che ci resti pure dove sta, tanto in Consiglio non ci viene quasi mai, nei quartieri non può girare perché la gente gli vuole talmente tanto bene che in segno di acclamazione gli tirerebbe dietro gli zoccoli, quando prende qualche iniziativa fa disastri e comunque il Tar ormai gli boccia il 90% delle delibere.

Tanto giovedì è vicino e lui aspetterà il verdetto su Roma da una sedia a sdraio dei Caraibi. Se gli dice bene e sciolgono il Comune di Roma per Mafia non dovrà più preoccuparsi del Pd, delle foto di Buzzi, dei rom in fila alle sue primarie e così via.

Beh a quel punto si girerebbe sereno, si spalmerebbe un po’ di protezione 15 e continuerebbe a dormire, proprio come negli ultimi due anni da Sindaco.

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COMMISSARIATE ROMA, CAPITALE DELLA MAFIA E DELLA CRIMINALITA’.

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MATTARELLA E RENZI DOVE SIETE?

locandina romL’immagine di Roma già violentata da un anno di inchiesta su Mafia Capitale è stata definitivamente stuprata dal funerale del padrino dei Casamonica.

La città ha paura di parlare, nessuno vede, nessuno sente o sa qualcosa e i primi a lavarsene le mani sono proprio di membri di quelle Istituzioni che dovrebbero garantire la legalità e difendere i cittadini dalle arroganze e dalle mafie.

La sicurezza della città è praticamente in ginocchio, visto che qualsiasi elicottero può volare indisturbato in pieno giorno sulle nostre teste e lanciare qualsiasi cosa, siano petali di rose o gas nervini poco cambia.

Nessuno sa niente, nessuno vede niente.

Addirittura vien fuori da Affaritaliani che la banda che ha suonato le note del Padrino fosse diretta da un Carabiniere. E poi, permessi dal carcere per partecipare ai funerali, vigili che scortano il feretro. Mancavano solo due corazzieri, ma Mattarella probabilmente era distratto a firmare qualche scartoffia di Renzi.

A proposito, in tutta questa vicenda dove sta il nostro garante della Costituzione? Il Capo delle forze armate che avrebbe potuto far circondare la chiesa con i carri armati prendendo esempio dal coraggio della Prima Repubblica nella vicenda di Sigonella? Non pervenuto. Come non perviene un commento di Renzi che ormai vede Roma come un peso per il suo partito.

Per non parlare di Marino che non trova neanche il coraggio di prendere le distanza dalla famiglia Casamonica. L’ultima volta che ha detto di non conoscere il capo della Mafia Capitale, sono uscite le foto in meno di due ore e così il disastroso sindaco della Capitale si è celato dietro a un comunicato striminzito e imbarazzato.

Roma è in mano alle mafie e alla criminalità.

Potete dire e pensare ciò che volete ma quali e quanti imprenditori verranno a investire qui dopo aver visto le scene dei funerali? Quante persone si fideranno della Polizia Municipale che scorta il feretro del Padrino?

Per non parlare del Carabiniere che avrebbe diretto la banda dal nome ‘Regione Lazio’.

Non vi scandalizzate dello sfarzo pacchiano dei funerali, ma del fatto che queste famiglie controllino realmente il territorio e possano cenare con attuali ministri del Governo Renzi. Non preoccupatevi dei cavalli e dei petali gettati sulla nostra città, ma delle file di rom alle primarie del PD romano per sostenere l’attuale sindaco o qualche suo sfidante. E se le primarie iniziano con i rom in fila, cosa potete aspettarvi in 5 anni di amministrazione comunale?

Secondo voi erano in fila per alto senso della partecipazione popolare, sale della nostra democrazia?

C’è una cosa che mi fa male ogni volta che accendo un tg. Stanno intervistando i vari esponenti di questa famiglia che con arroganza ammettono le loro colpe. E nessuno fa niente. Anzi, magari ce ne troveremo qualcuno nella prossima edizione del Grande Fratello.

Roma ha paura. La gente si sta arrendendo alla criminalità e ha paura a chiamare le Forze dell’Ordine.

La città sta morendo.

E’ il caso che in quella fottuta relazione che uscirà tra 5 giorni, lo Stato, quello Stato fondato sui valori della legalità e della Giustizia si dimostri coraggioso e commissari questa città, ormai disastrata, impaurita, corrotta, stuprata o dica che tutto è normale, tutto va bene e che per non dare una brutta immagine durante il Giubileo è il caso di far arricchire ancora di più queste mafie?

Chissene frega del Giubileo. La legalità e la Giustizia devono venire prima di tutto. O ci sono cose che possono derogare o venire prima di questi valori fondanti della nostra Costituzione?

Si faccia il Giubileo in una città guidata da un alto rappresentante dello Stato e non da una persona scelta dalle file di rom.

Perché le mafie sono come un cancro. Ci puoi convivere e far finta di nulla. Ma alla fine o vinci te o vincono loro e stai sicuro che se non inizi una qualsiasi cura prima o poi finisci male.

Voglio ricordare un servitore dello Stato, tale Paolo Borsellino che penso non esiterebbe un solo istante nel trovare una soluzione al problema di Roma. Amo una sua frase che diceva “chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola”.

Sta a noi, al nostro Stato decidere quante volte farci morire.

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IL VATICANO HA 10.000 POSTI LETTO A ROMA, MA PAPA FRANCESCO PREFERISCE ACCOGLIERE RICCHI TURISTI E NON CLANDESTINI.

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Sono mesi che sento ripetere in continuazione enunciazioni di alti e nobili valori quali l’accoglienza e la solidarietà. Quando poi certi valori vengono enunciati da Sua Santità Papa Francesco assumono un’ulteriore importanza.

Negli ultimi giorni abbiamo ascoltato pesanti critiche per chi non accolga fraternamente le orde di profughi che ogni giorno approdano sulle nostre coste.

Bene, bravo Papa Francesco!

Il_Messaggero_13_Agosto_2015Stamattina sfogliando il Messaggero, giornale romano storicamente vicino all’Udc, vedo una denuncia a pagina 3. Il Vaticano avrebbe solo a Roma oltre 10 mila alloggi destinati alla ricezione turistica e non alla accoglienza dei profughi e dei poveri disperati che scappano dalla guerra.

Ricordo che qualche anno fa un esponente radicale denunciò come dietro alle case di accoglienza dei pellegrini, che per la legge godono di diversi sgravi fiscali, si nascondano dei veri e propri hotel e case vacanza, spesso a 5 stelle e con piscina.

Ma allora caro Papa Francesco, che aspetti ad accogliere 10 mila poveri disperati che sono scappati dalla guerra e che non chiedono altro di essere abbracciati dalla bontà e dalla misericordia di Sua Santità?

Facciamo che domani mattina cacci tutti i vari turisti che pagano un centinaio di euro a testa e metti nelle stanze della misericordia, costruite con i soldi dell’elemosina e dei contributi dei fedeli, i vari clandestini e gli immigrati?

San Francesco d’Assisi, del quale ti onori di portare il nome non esiterebbe un solo istante di fronte alla scelta dell’accoglienza tra un ricco turista o un clandestino sbarcato col gommone e così vale per un altro tuo omonimo, tale Francesco da Pietralcina, più noto come San Pio.

Ma poi caro Papa Francesco, parlare di accoglienza avendo 10 mila posti letto solo a Roma e subito dopo aver incassato 1 miliardo di euro dell’ 8 per mille dalle casse dello Stato italiano, già disastrate per conto loro, non mi pare proprio un bell’esempio.

Dopo averci testimoniato i valori dell’accoglienza e della misericordia, testimoniaci anche il dono della povertà e restituisci quel miliardo di euro all’Italia, chiedendo che venga destinato ai poveri, all’assistenza dei diversamente abili, alle scuole che cadono sulle teste dei nostri ragazzi, al recupero dei tossicodipendenti e così via.

Caro Papa Francesco, fa qualcosa di concreto tu che sei una nobile personalità spirituale.

Sai, qui di chiacchieroni che rintontiscono il popolo di parole vuote ne abbiamo tanti. Ci serve qualcuno che oltre ad enunciare valori, li testimoni nel momento successivo con azioni concreti. Fai qualcosa di concreto e prendi le distanze da chi rintontisce solo la gente con belle parole vuote.

O continua a incassare decine di milioni di euro al giorno con i tuoi hotel e resort di lusso con piscina, ma risparmiaci da lezioncine morali su cosa vorresti che gli altri facessero e che tu in prima persona non sei in grado di fare. Scusa se ti faccio notare certe cose, ma sai l’ipocrisia è la cose che sopporto di meno in questa nostra società moderna…

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QUALCOSA SI MUOVE A DESTRA DEL NULLA

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Amministratori locali quarantenni lavorano per dare vita ad Alleanza Nazionale 2.0

Dal 2008, ovvero dalla nascita del Popolo della Libertà, la destra è stata quasi totalmente marginalizzata dall’azione politica quotidiana. Inglobata e annullata e poi piano piano divisa e annientata.
Silvio Berlusconi ha occupato mediaticamente lo spazio che era di An per poi sostituirne i dirigenti con i suoi uomini, che poi puntualmente sono passati a fare da stampella a Renzi.
In questi giorni sembra che sia suonata la campanella e sia finita la ricreazione nella destra politica italiana. Si tenta di tornare in classe dopo che per qualche anno le strade sono state separate e spesso contrapposte.
Si muove qualcosa a destra del nulla. Un nulla rappresentato da un centrodestra che nel migliore dei casi si presenta diviso, confuso e lacerato, senza alcuna capacità di programmare le strategie future.
C’è bisogno di una destra non estremista, che alzi però la voce su immigrazione, giustizia e legalità. Tematiche prese in prestito da altri e usate come cartello elettorale. Ma non è colpa di chi le ha prese in prestito, ma semmai di chi le ha abbandonate per pensare ad altro.
L’implosione di Alleanza Nazionale ha portato le singole correnti ad assumere posizioni distinte e distanti come tante meteore impazzite, a creare piccole liste civiche locali o partitini ininfluenti che hanno disperso l’elettorato. Siamo così passati dai duri e puri che si sono isolati su posizioni estreme, ai dirigenti che di corsa hanno imparato ‘meno male che Silvio c’è’, da chi è al Governo con il Pd a chi ha smesso semplicemente di fare politica.
C’è una generazione di quarantenni che ha vissuto la svolta di Fiuggi e visto Alleanza Nazionale al 15,6% nel ’96 che ritiene che il patrimonio valoriale della Destra italiana non possa essere disperso e non possa essere enunciato da nuovi leader che con la destra hanno poco a che fare.
L’elettorato storico è profondamente disorientato e ferito. Ciò che è avvenuto a Roma è solo uno dei tanti casi che hanno umiliato e macchiato la storia della destra italiana. È vero che non ci sono condanne definitive ma resta evidente alla prova dei fatti che la nuova classe dirigente non sia stata all’altezza del governo della Capitale d’Italia e si sia accontentata di amministrare assecondando vecchi poteri e aspirazioni personali, invece di cogliere l’occasione per una rivoluzione copernicana dell’amministrazione capitolina.
Si è preferito costruire delle correnti attorno alle singole cerchie di potere semplicemente per auto tutelarsi e sopravvivere in un sistema fortemente dopato.
C’è uno spazio enorme a destra del vecchio Pdl, uno spazio che va riconquistato e ricostruito. Tanti elettori che chiedevano una classe politica trasparente, seria e pulita hanno risposto all’appello di Grillo. Molti, anzi moltissimi ricordano che in AN bastava un avviso di garanzia per rimanere in panchina e non essere ricandidati almeno fino al giudizio finale. Il passaggio nel Pdl dove, al contrario, processi e condanne sembravano fare curriculum per molti è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.
C’è un grande lavoro da fare per ricostruire la credibilità stessa della destra italiana e non basterà una semplice operazione di marketing di pochi mesi, o magari qualche evento-spot organizzato da vecchi dirigenti che hanno la convinzione di avere le chiavi di una casa che non c’è più.
La prima cosa buona che dovrebbero fare è mettersi in panchina e dare al massimo dei consigli da allenatori. Lo stesso Gianfranco Fini che è stato il leader indiscusso di Alleanza Nazionale, oggi non potrebbe fare altro che mettere a disposizione la sua esperienza e il suo bagaglio culturale alle nuove generazioni. Ma niente candidature, niente pretese di questo o quel posto. Perché bisogna costruire qualcosa di davvero nuovo e non riproporre qualcosa che è già sonoramente fallito qualche anno fa.
La cosa migliore che possa aver fatto Bossi nella sua vita è stato lasciare un partito distrutto da inchieste e scandali nelle mani degli elettori che hanno scelto liberamente di affidarsi al giovane Salvini che ha portato la vecchia Lega ad essere il terzo partito italiano. Ci sono degli straordinari amministratori locali nel centrodestra, ma sanno che non potranno mai emergere perché c’è una forma di tappo generazionale che non gli permetterà di andare oltre ai consigli regionali, perché i vecchi dirigenti, gli ex ministri, gli ex sottosegretari non rinunceranno mai al loro seggio e non permetteranno un ricambio generazionale che mai come ora è urgente e necessario.
Se non si trova un accordo tra i vecchi dirigenti che non vogliono assolutamente mettere in discussione il loro ruolo, è necessario che dei giovani amministratori facciano qualcosa per rimettere in moto una comunità umana che in questi anni ha già dimostrato di poter votare per altri partiti e altre coalizioni.
Non ho mai pontificato Fini nella sua azione da leader, ma avendo vissuto la drammatica esperienza del Pdl gli riconosco l’appartenenza ad una cultura politica che del confronto, della formazione degli amministratori e dei dirigenti nel territorio faceva un punto d’orgoglio.
Improvvisamente ci siamo trovati inghiottiti in un circo mediatico fatto di inni, spot, coriandoli ed effetti speciali, dove chi parlava bene in tv poteva fare il capogruppo e chi era invece bravo a scrivere leggi e magari aveva la disgrazia di avere un po’ di esperienza di aula, veniva emarginato e messo in secondo piano.
Ci sono troppe cose che non funzionavano in Alleanza Nazionale e che hanno portato questo soggetto politico ad implodere.
Solo se si avrà il coraggio di riconoscere determinati errori si avrà la possibilità di ripartire con un nuovo soggetto politico che possa riconoscersi in una destra popolare e non populista, una destra che vede la tv come uno strumento di supporto e non come unico mezzo col quale confrontarsi con gli elettori. Una destra seria e credibile, capace di tornare a riempire le piazze e non solo di fomentare il pubblico della D’Urso o di Quinta Colonna.
Una destra che torni a parlare a testa alta di onestà, di legalità, di giustizia senza che qualcuno possa puntare contro il dito possa e dire di essersi resi complici di un qualcosa che di destra non è mai stato.

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TUTTI AL GAY PRIDE. MA POI QUANDO SCENDONO IN PIAZZA LE FAMIGLIE SI INVOCANO I CARRIARMATI DI PIAZZA TIENANMEN

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Family_Day_Rome_-_May_2007_-_273Meno di una settimana fa a Roma hanno sfilato i variopinti carri del gay pride. Nessuno ha detto niente e anzi il Sindaco si è messo in prima fila con tanto di fascia a reclamare quei diritti civili che il suo Governo e il suo partito non sono in grado di approvare. Una manifestazione che trovo legittima ma che non condivido per alcuni aspetti eccessivi e carnevaleschi che danno una visione alterata della realtà glbt. Per non parlare del cattivo gusto di chi va nudo in strada o si frusta nelle piazze della storia del cristianesimo mondiale. Ma passi anche questo e per essere liberal dico che ognuno fa quello che vuole e si fa giudicare per come sfila.

Oggi apro twitter e scopro che c’è a Roma il Family day. Ne ricordo uno nel lontano 2007. Mi accorgo subito di una aggressività spropositata da parte della rete.

Nel migliore dei casi si ironizza sui preti pedofili e sui tradimenti, ma in molti casi la rete è più pesante e volgare e massacra questo evento. C’è chi arriva a dire che dovrebbe essere proibito e che è una manifestazione di carattere fascista e incostituzionale.

Insomma, tutto il mondo è Charlie Hebdo e vuole la libertà di espressione degli altri, gli enti locali danno i patrocini e i soldi della collettività per organizzare discutibili parate di gente nuda per le strade; quando poi scendono in piazza gli oratori e le pericolose famiglie con mamme e papà accompagnate dalle suore con le chitarre, allora il pericolo di fascismo è così alto che dovremmo far intervenire i carri armati in puro stile Tienanmen e far reprimere nel sangue questa pericolosa manifestazione omofoba.

Ma state impazzendo o cosa? Sono liberale e ho sempre difeso i diritti civili e chi si batte per veder riconosciuto il sacrosanto diritto alla felicità dell’individuo.

Non posso sopportare questa intolleranza nei confronti delle famiglie naturali e della Chiesa, anche se questa è lontana un milione di anni luce dal mio pensiero.

State davvero sognando un Paese che possa proibire a qualcuno di manifestare in piazza? Che metta il tappo ad alcuni pensieri e che dica ciò che è lecito o illecito pensare?

Non capite che in uno scontro frontale non potete fare altro che farvi male?

Ricordo il World Gay Pride di Roma, 15 anni fa. Cosa è cambiato in quasi un ventennio? Assolutamente nulla. Qualcuno è diventato parlamentare, qualcun altro Consigliere comunale, qualcun altro semplicemente ricco sfondato. Ma per il resto siamo come e peggio di prima. Sarà il caso di fare una brevissima analisi e vedere in cosa bisognerebbe cambiare rotta?

Sarà il caso di smetterla di attaccare frontalmente una Chiesa Cattolica che ha il consenso e la fiducia dell’80% degli italiani che sentono più vicino il Papa del Presidente della Repubblica?

Lo capite che se è vero che le famiglie gay non tolgono nulla alle famiglie etero è vero anche il contrario?

Ma ho il sospetto che l’isteria collettiva di oggi nasconda una vecchia radice… Ricordo che durante il Family Day del 2007 si mise una pietra tombale sui famosi Pacs-Dico e che poco dopo crollò vergognosamente il Governo di sinistra di Prodi-Bertinotti. Non sarà che tutto questo nervosismo sia dettato dal terrore che tra qualche mese Renzi e la sua minoranza se ne vadano a casa e si torni a votare di nuovo? Perché allora vuol dire che qualcuno prima di vedere gli attacchi delle famiglie e i diritti civili, metta al primo posto i diritti privati del proprio partito. E questo non fa propriamente bene alla causa di nessuno.

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RENZI E MARINO FANNO FESTA A LULA CHE DA PRESIDENTE NON FIRMO’ L’ESTRADIZIONE AL TERRORISTA BATTISTI

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La Lupalocandina lula capitolina è una onorificenza troppo piccola per uno statista come Lula. Caro Sindaco Marino potevi dargli direttamente le chiavi della città o la cittadinanza onoraria. Lula che è così amico dell’Italia e che non meno di 5 anni fa si è rifiutato di dare l’estradizione a Cesare Battisti, il terrorista dei Pac, i proletari armati per il comunismo, accusato di 4 omicidi.

Dai, che saranno mai 4 morti connazionali e la complicità con un ex capo di Stato che definiva le richieste di estradizione dell’Italia come impertinenti.

Certo che nel momento più buio della storia del Campidoglio, Marino si circonda di massime personalità che si battono per la giustizia e per i diritti umani. Poi, giusto per fare un gesto sinistro, anche Renzi corre a stringere la mano a questo grande personaggio. Quella stessa mano che si è rifiutata di firmare l’estradizione. Bravo Renzi, bravo Marino e bravi a tutti i piddini che oggi scriveranno che Lula è un amico dell’Italia. Ma la mia Italia ha dei figli morti innocentemente per mano di un terrorista. E i complici dei terroristi proprio non mi piacciono. E tanto meno chi si mette in fila per stringergli la mano o donargli la lupa capitolina. La lupa gliela avrei fatta trovare anche io. Viva e nell’ascensore.

Ecco l’articolo del Corriere della Sera sull’estradizione negata da Lula. http://www.corriere.it/esteri/10_dicembre_31/battisti-ritorsioni-governo-berlusconi-decisione-lula_df98c9c2-14d7-11e0-8d15-00144f02aabc.shtml

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COMMISSARIATE ROMA PER 10 ANNI E FERMATE L’ITALICUM O LA MAFIA CAPITALE ENTRERA’ IN PARLAMENTO!

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marino buzzi-2Basta con i listini bloccati, diamo voce agli italiani e la possibilità di mettere le preferenze, così esporteremo a livello nazionale quel bel modello di clientele che c’è a livello locale.

Dopo gli arresti di 5 anni fa in Regione Lazio del primo degli eletti di un partito, poi il primo degli eletti in Comune, poi il caso Fiorito, noi che facciamo? Allarghiamo a tutta Italia il sistema elettorale dei comuni e delle regioni.

Sei mesi fa una prima ondata di arresti, poi la seconda. Una vera e propria cupola per alterare i risultati elettorali e permettere a determinate persone di entrare e controllare il sistema. Persone che dentro al sistema ci sono entrate grazie alle preferenze che non sono un sistema di libertà, ma la maniera migliore per permettere compravendite di pacchetti elettorali sul territorio. I candidati avevano bisogno di soldi per comprare più voti possibili e fare campagne elettorali da sogno.

Ho fatto le ultime 4 campagne per un municipio romano e l’ultima volta ero un consigliere uscente e sono riuscito a raddoppiare i voti, ma ciò non è bastato per essere eletto per soli due voti (e non smetterò mai di ringraziare Dio).

Tu fai la tua campagna elettorale con 5-600 euro e vedi il tuo collega di scranno che spende e spande e spande 20-30 mila euro. Tu non hai i soldi per incontrare tutti i tuoi elettori e giri a piedi casa per casa. Non mi sono potuto permettere neanche una cena, ma ho fatto una serata in parrocchia con la gara dei dolci fatti dalle nonne, mentre altri facevano 15 cene da 100 persone, una ogni sera della campagna. Secondo voi chi aveva più possibilità di essere eletto? E ovviamente una volta arrivata l’elezione, queste persone dovranno essere grate a chi gli ha finanziato quelle cene e quel circo mediatico.

Questo per dire che la corsa è dopata tutta, partendo dal Comune per finire ai municipi, passando per centri anziani, coop e associazioni culturali.

Un consigliere comunale che spendeva 5 milioni per una campagna elettorale non li spendeva in ostriche e escort, ma per creare reti di consenso e dopare i suoi ambasciatori nel territorio. Si vada anche da loro, si vadano ad aprire gli scatoloni nei municipi e lì verrà trovato il marciume più vero. Si vada negli uffici tecnici, si vedano i bandi alle cooperative…e poi si sciolga questo porcaio e si metta a guida del Comune un rappresentante dello Stato e non un signore che dice di non conoscere Buzzi e poi dona il primo stipendio alla sua coop. Questa consigliatura è iniziata proprio male. Le primarie del Pd con le file di rom che per chissà quale alto senso civico andavano a votare dovevano essere un primo allarme. E invece si fa finta di nulla, perché se salta il coperchio esce fuori la merda degli ultimi 20 anni.

Il Comune va commissariato per almeno 10 anni e vanno sostituiti tutti i dirigenti e i funzionari che non hanno fatto altro che assecondare questo sistema. I vari bandi, le delibere e tutti gli incartamenti necessari per permettere alla cupola di fare affari, non venivano scritte dai politici. Possibile che nessuno si sia mai accorto di nulla? Possibile che a Ostia ci sia la mafia e la colpa sia solo del presidente del municipio eletto da meno di due anni? Nessuno si è mai accorto di nulla? Per questo dico che bisogna bonificare e ripulire il comune e impedire che ci siano nuove elezioni. Una mafia che entra ed esce dalle stanze del Campidoglio non ha troppe difficoltà ad entrare nei servizi elettorali e schierare i suoi uomini dentro ai seggi. Sarebbe un vero e proprio gioco da ragazzi alterare così i risultati.

Bisognerebbe fermare poi quel sistema elettorale voluto da Renzi che permetterebbe a queste persone e con gli stessi identici mezzi di candidarsi alle Camere ed essere eletti. Una volta dentro, invece degli assessorati controllerebbero i Ministeri. E se lo fa la Mafia Capitale pensate che le altre organizzazioni malavitose resterebbero a guardare?

Sì, sto dicendo proprio che bisogna limitare la libertà dei cittadini per salvaguardarne la sicurezza. Le preferenze sono il sistema migliore ma in un contesto di regole certe e non certamente inquinato dalle mafie e dalla corruzione. Nel nostro contesto sarebbe solo il modo di far vincere il più forte sul più debole e certamente una organizzazione criminale avrebbe più soldi e più interessi da investire rispetto al singolo cittadino che si candida per senso civico.

Non entro nel dettaglio della difesa ridicola che il Pd sta facendo a Marino e Zingaretti. Quando nella scorsa consigliatura nevicava a Roma, il Pd chiedeva le dimissioni del sindaco; ora che piovono arresti che coinvolgono membri della Giunta Marino e collaboratori di Zingaretti, allora bisogna far finta di nulla, perché loro sono le vittime e non i carnefici. Sempre gli stessi ipocriti e giustizialisti a giorni alterni. A proposito. Siete così sicuri di voler candidare Roma alle Olimpiadi?

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REGIONALI:NESSUNO PUO’ VINCERE, MA RENZI PUO’ PERDERE.

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renzi_de_lucaEra l’anno 2000, quando la migliore campagna elettorale della storia berlusconiana dava il via ad una ascesa dei moderati nel Paese. Era l’anno di Azzurra la nave della Libertà, di un’ondata di consenso che avrebbe portato nel 2001 ad una larga maggioranza all’interno delle camere per il centrodestra e alla formazione della migliore squadra di governo nella storia del berlusconismo.

C’era un bipolarismo forte, Silvio fortissimo e tutti i suoi alleati compatti su di lui.

Appena 3 tornate elettorali dopo c’è ancora Berlusconi, il bipolarismo è un vecchio ricordo e tutti gli alleati sono andati altrove perché accusati di alto tradimento al Capo.

Dall’altra parte c’era una volta Veltroni e D’Alema alleati con Rifondazione Comunista di Bertinotti e Cossutta. Due ex comunisti alleati con due neo comunisti.

Ora c’è slideman-Renzi che viene visto dalla sinistra un po’ come un alieno.

Nelle regioni è alleato con Vendola che sta al comunismo così come la pizza con la mortadella stanno nel cappuccino.

Non sono alleati al Governo ma insieme amministrano tutte le regioni e i comuni. Come facciano è un algoritmo che solo loro conoscono. Ovvero mi fai opposizione e vuoi mandarmi a casa a Roma, mi voti la sfiducia e io in cambio mi alleo con te in 7 regioni su 7 e in tutti i comuni. Misteri sinistri.

La particolarità di queste elezioni regionali è, senza dubbio, quella di non avere uno scontro come in passato tra i due poli principali. Ci sono i grillini che danno un po’ fastidio, ma dovessi dire che oggi conosco almeno il nome di uno dei sette candidati presidente del 5 stelle, direi una bugia. Non si sono visti perché da buon partito personale, spariscono nel momento in cui il leader non si fa sentire.

Il centrodestra si gioca due regioni su sette, ma gioca diviso e in difesa, anche se potrà esserci qualche sorpresa in regioni come Umbria e Liguria.

L’unico che è in campo è Renzi ed è l’unico che ha bisogno di una vittoria per legittimare il suo Esecutivo.

Se le regionali gli andranno bene, nessuno avrà il coraggio di metterlo in discussione; ma se la sfortuna vorrà che qualche governatore moderato abbia la meglio, anche in una sola regione rossa, allora partiranno i vari Brutus pronti ad accoltellare il leader.

Nessuno può vincere, ma lui è l’unico che può perdere perché ci ha messo la faccia in prima persona ed è l’unico al quale potranno essere chieste le dimissioni. Berlusconi non può dimettersi da nulla, idem per Grillo.

E chi ci dice che i vari bersaniani che tirano sgambetti nelle commissioni antimafia e che hanno ancora un certo controllo del territorio non facciano uno sgambetto nazionale al leader per farlo inciampare sulle regionali?

Certo che dopo la lista degli impresentabili e il finto bonus per restituire il maltolto ai pensionati, il premier sembra sempre più vulnerabile. Sta a voi decidere se aspettare la prossima slide o calare il sipario.

Buon voto a tutti.

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TUTTI TRADISCONO SILVIO O E’ LUI AD AVER TRADITO TUTTI?

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26/11/2010 Roma,conferenza stampa al termine del Consiglio dei Ministri, sul Piano per il Sud approvato oggi. Nella foto Silvio Berlusconi e Raffaele Fitto
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ALTRA SCISSIONE NEL CENTRODESTRA. ANCHE FITTO SCAPPA VIA DA FORZA ITALIA.

26/11/2010 Roma,conferenza stampa al termine del Consiglio dei Ministri, sul Piano per il Sud approvato oggi. Nella foto Silvio Berlusconi e Raffaele Fitto

Se qualche anno fa lo zio Silvio era in grado di attrarre consensi e monopolizzare la vita politica del centrodestra italiano, ora pare che qualche anno dopo nonno Silvio sia diventato insopportabile e riesca a far fuggire tutti i suoi giovani dirigenti. Già una buona parte di classe dirigente è andata via ai tempi della scissione del Pdl tra Forza Italia e Nuovo Centrodestra, altri che avevano deciso di dargli un’ultima possibilità, se ne sono andati oggi sbattendo la porta a Forza Italia (sarebbe da domandarsi perché oggi e non ieri).

Poco importa, i motivi li immaginiamo tutti. Avere voti e dunque meriti è ormai diventata una colpa, perché sei pericoloso e puoi andartene. Se poi hai anche qualche capacità, non parliamone proprio, sei un appestato.

Ma sono tanti, troppi i figli che hanno abbandonato il padre e lo hanno fatto gridare al tradimento.

Da Gianfranco Fini, leader indiscusso della destra italiana, a Casini, poi Alfano e oggi Fitto. Ma questi sono solo coloro che hanno riempito le pagine dei giornali e si sono presi più insulti da parte del popolo azzurro. C’è un vero e proprio esercito di ex Ministri, sottosegretari, sindaci, presidenti di regione che hanno abbandonato Silvio perché non gradivano il cosiddetto cerchio magico. Mi viene da pensare a Bondi il poeta ed ex ministro, Bonaiuti il suo portavoce, Martino, Pera e così via. Persone che da tempo non riescono neanche più a parlarci per telefono perché qualcuno decide con chi debba o non debba parlare il capo. Solo Silvio può togliere questo filtro. Ma se non lo fa lui non lo può fare nessun altro.

Questa ennesima scissione di Fitto, rischia però di rafforzare il Governo Renzi. Non perché l’ex Ministro voglia passare a sinistra, ma semplicemente perché un centrodestra ancora più frammentato avrà ulteriormente paura della conta alle elezioni.

Mentre ora Silvio è ancora il capo spirituale dell’opposizione, se si andasse a votare domattina, non avrebbe più titolarità ad essere il leader dell’opposizione, perché in questa situazione è davvero difficile capire quali forze, quali leader sarebbero in campo e quali sarebbero gli scenari possibili. In ogni caso, lui sarebbe detronizzato e questa è l’ultima cosa che vuole.

Insomma evitare il più possibile l’interrogazione di scienze, visto che l’ultima volta hai preso 8 e sai che non ti ricapita più.

E sarà la paura dell’interrogazione di scienze e di contarsi alle elezioni che permetterà a questo Governo di galleggiare ancora per un po’.

Buona fortuna e buon lavoro a Fitto e un solo consiglio: fare attenzione alle truppe che sceglierà per fare la lunga traversata. Personaggi che hanno fatto saltare in aria una intera regione, condannando il centrodestra alla sconfitta perenne, ad esempio, possono fare tutto tranne che costruire qualcosa di nuovo e di buono.

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SIAMO TUTTI CHARLIE, MA POI NON CONDANNIAMO LE SASSATE A SALVINI

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A giorni alterni siamo tutti Charlie Hebdo, Voltaire e ci battiamo fino alla morte per fare esprimere agli altri le proprie idee, altre siamo Gandhi e altre ancora Martin Luther King.

29-03-pol1-scontri-torinoPoi se della gente va in piazza ad ascoltare un comizio e viene presa a sassate, non battiamo ciglio.

Non entro nel merito delle idee e dei messaggi di Salvini, anche perché vi ritengo maturi da avere una vostra coscienza critica. Trovo grave, anzi gravissimo che qualcuno tenti di togliergli la voce con la violenza, trasformando ogni comizio in una occasione di possibili scontri e guerriglie urbane.

Ogni volta che va in una città, qualcuno che si arroga il diritto di dare i patentini di democrazia e legittimità agli altri, in nome di un presunto pericolo leghista (che tra le altre cose non viene avvertito né dalle prefetture, né dal Governo centrale) decide di intervenire, neanche stessero entrando gli invasori austriaci.

Ogni comizio diventa uno scontro con costi sociali altissimi. Oltretutto non vedo i comizi di Salvini come fossero una marcia su Roma, non vedo squadristi, gente mascherata, ma famiglie, pericolosissime mamme e papà con i figli, gente che va con il proprio cane.

Proprio per contrastare questo pericolo, ogni giorno esce fuori la meglio gioventù dei centri sociali per cercare lo scontro.

Nella storia gli squadristi non erano certamente coloro che difendevano la libertà, ma impedivano con la violenza la regolare dialettica democratica. Oltretutto, sono anche molto stupidi, perché attraggono curiosità mediatica su dei piccoli comizi locali che diventano così la notizia del giorno.

È provato scientificamente che il miglior favore a livello elettorale che si possa fare ad un partito è renderlo illegale o tentare di censurarlo. Lo sanno bene tutti i Ministri degli Interni che in passato non hanno mai proibito ad alcuni movimenti di estrema destra di presentarsi alle elezioni, nonostante contenessero nel nome esplicitamente la parola fascismo.

Con questo non sto dicendo che Salvini sia estremista, ma che le reazioni spropositate e violente nei suoi confronti gli possono permettere di avere la volata finale alle elezioni.

Se il centrodestra è in stato di coma profondo, i suoi elettori sono ancora vivi e pericolosi per la sinistra. Di fronte al pericolo di una sinistra violenta e squadrista che si allea con quella governativa, i moderati hanno il giusto collante per tornare uniti e sostenere un Silvio 2.0, meno moderato e di nome Matteo. Aspettano solo il giusto input.

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