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ROMA RISCHIA DI ESSERE SCIOLTA TRA POCHE ORE PER MAFIA E IL SINDACO MARINO STA AI CARAIBI!

ROMA RISCHIA DI ESSERE SCIOLTA TRA POCHE ORE PER MAFIA E IL SINDACO MARINO STA AI CARAIBI!
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locandina marino marchese del grilloOrmai non riesco più neanche a ironizzare con le mie locandine sul sindaco Marino. Sono in seria difficoltà. Dopo aver paragonato Roma a Gotham City per l’alta criminalità e aver lanciato lo slogan Marino come Schettino durante l’alluvione che ha inondato la città, adesso mi trovo in un’imbarazzante difficoltà.

Stamattina ho fatto la consueta rassegna stampa iniziando dai giornali di opposizione e ho letto stupefatto dell’assenza del sindaco dalla città in queste ore difficili. Ho pensato: ‘saranno i soliti giornalisti di destra che dicono che l’ottimo Sindaco Marino che combatte contro il crimine e per la legalità se ne sta su un’isola caraibica tra le palme di cocco e i resort extra lusso, mentre lui è al lavoro insieme al suo assessore alla legalità per sconfiggere il malaffare e i clan nella nostra città’.

Cambio giornale, ne prendo uno di sinistra (mi pare si chiami Repubblica) e leggo che pure l’assessore alla legalità sta al mare e non ha intenzione di tornare a casa per non darla vinta ai Casamonica.

Non so se ridere o piangere. Accendo la tv e vedo che un deputato dello stesso PD, tale Migliore, critica il suo sindaco per aver abbandonato la città in questo momento così difficile.

Tra poche ore sapremo se Roma verrà commissariata per Mafia. Sarà una scelta importante e una giornata decisiva. Sciogliere la Capitale d’Italia per infiltrazioni mafiose sarebbe un passo coraggioso che però lascerebbe traccia nei libri di storia.

Non è un paesino dell’entroterra con le cosche che controllano chi entra ed esce nel paese, stiamo parlando di Roma, una metropoli con 4 milioni di persone che sta per ospitare un Giubileo. Invece di andare per uffici, parlare coi ministri e con il premier, chiudersi in prefettura con il prefetto per risolvere questa grave emergenza, il coraggioso sindaco ha preferito mettere l’infradito, il pinocchietto e la canotta e starsene un pochino sulle spiagge nell’altro lato del mondo. Tanto a Roma che potrà mai succedere? Tranne un atterraggio degli ufo, qui siamo già abituati al peggio. E siamo anche abituati a non avere Marino tra i piedi nei momenti di massima criticità della città. Ogni volta che succede qualcosa di grave lui è fuori, neanche fosse l’ambasciatore Onu per la diffusione della porchetta di Ariccia.

Ma allora che ci resti pure dove sta, tanto in Consiglio non ci viene quasi mai, nei quartieri non può girare perché la gente gli vuole talmente tanto bene che in segno di acclamazione gli tirerebbe dietro gli zoccoli, quando prende qualche iniziativa fa disastri e comunque il Tar ormai gli boccia il 90% delle delibere.

Tanto giovedì è vicino e lui aspetterà il verdetto su Roma da una sedia a sdraio dei Caraibi. Se gli dice bene e sciolgono il Comune di Roma per Mafia non dovrà più preoccuparsi del Pd, delle foto di Buzzi, dei rom in fila alle sue primarie e così via.

Beh a quel punto si girerebbe sereno, si spalmerebbe un po’ di protezione 15 e continuerebbe a dormire, proprio come negli ultimi due anni da Sindaco.

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COMMISSARIATE ROMA, CAPITALE DELLA MAFIA E DELLA CRIMINALITA’.

COMMISSARIATE ROMA, CAPITALE DELLA MAFIA E DELLA CRIMINALITA’.
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MATTARELLA E RENZI DOVE SIETE?

locandina romL’immagine di Roma già violentata da un anno di inchiesta su Mafia Capitale è stata definitivamente stuprata dal funerale del padrino dei Casamonica.

La città ha paura di parlare, nessuno vede, nessuno sente o sa qualcosa e i primi a lavarsene le mani sono proprio di membri di quelle Istituzioni che dovrebbero garantire la legalità e difendere i cittadini dalle arroganze e dalle mafie.

La sicurezza della città è praticamente in ginocchio, visto che qualsiasi elicottero può volare indisturbato in pieno giorno sulle nostre teste e lanciare qualsiasi cosa, siano petali di rose o gas nervini poco cambia.

Nessuno sa niente, nessuno vede niente.

Addirittura vien fuori da Affaritaliani che la banda che ha suonato le note del Padrino fosse diretta da un Carabiniere. E poi, permessi dal carcere per partecipare ai funerali, vigili che scortano il feretro. Mancavano solo due corazzieri, ma Mattarella probabilmente era distratto a firmare qualche scartoffia di Renzi.

A proposito, in tutta questa vicenda dove sta il nostro garante della Costituzione? Il Capo delle forze armate che avrebbe potuto far circondare la chiesa con i carri armati prendendo esempio dal coraggio della Prima Repubblica nella vicenda di Sigonella? Non pervenuto. Come non perviene un commento di Renzi che ormai vede Roma come un peso per il suo partito.

Per non parlare di Marino che non trova neanche il coraggio di prendere le distanza dalla famiglia Casamonica. L’ultima volta che ha detto di non conoscere il capo della Mafia Capitale, sono uscite le foto in meno di due ore e così il disastroso sindaco della Capitale si è celato dietro a un comunicato striminzito e imbarazzato.

Roma è in mano alle mafie e alla criminalità.

Potete dire e pensare ciò che volete ma quali e quanti imprenditori verranno a investire qui dopo aver visto le scene dei funerali? Quante persone si fideranno della Polizia Municipale che scorta il feretro del Padrino?

Per non parlare del Carabiniere che avrebbe diretto la banda dal nome ‘Regione Lazio’.

Non vi scandalizzate dello sfarzo pacchiano dei funerali, ma del fatto che queste famiglie controllino realmente il territorio e possano cenare con attuali ministri del Governo Renzi. Non preoccupatevi dei cavalli e dei petali gettati sulla nostra città, ma delle file di rom alle primarie del PD romano per sostenere l’attuale sindaco o qualche suo sfidante. E se le primarie iniziano con i rom in fila, cosa potete aspettarvi in 5 anni di amministrazione comunale?

Secondo voi erano in fila per alto senso della partecipazione popolare, sale della nostra democrazia?

C’è una cosa che mi fa male ogni volta che accendo un tg. Stanno intervistando i vari esponenti di questa famiglia che con arroganza ammettono le loro colpe. E nessuno fa niente. Anzi, magari ce ne troveremo qualcuno nella prossima edizione del Grande Fratello.

Roma ha paura. La gente si sta arrendendo alla criminalità e ha paura a chiamare le Forze dell’Ordine.

La città sta morendo.

E’ il caso che in quella fottuta relazione che uscirà tra 5 giorni, lo Stato, quello Stato fondato sui valori della legalità e della Giustizia si dimostri coraggioso e commissari questa città, ormai disastrata, impaurita, corrotta, stuprata o dica che tutto è normale, tutto va bene e che per non dare una brutta immagine durante il Giubileo è il caso di far arricchire ancora di più queste mafie?

Chissene frega del Giubileo. La legalità e la Giustizia devono venire prima di tutto. O ci sono cose che possono derogare o venire prima di questi valori fondanti della nostra Costituzione?

Si faccia il Giubileo in una città guidata da un alto rappresentante dello Stato e non da una persona scelta dalle file di rom.

Perché le mafie sono come un cancro. Ci puoi convivere e far finta di nulla. Ma alla fine o vinci te o vincono loro e stai sicuro che se non inizi una qualsiasi cura prima o poi finisci male.

Voglio ricordare un servitore dello Stato, tale Paolo Borsellino che penso non esiterebbe un solo istante nel trovare una soluzione al problema di Roma. Amo una sua frase che diceva “chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola”.

Sta a noi, al nostro Stato decidere quante volte farci morire.

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IL VATICANO HA 10.000 POSTI LETTO A ROMA, MA PAPA FRANCESCO PREFERISCE ACCOGLIERE RICCHI TURISTI E NON CLANDESTINI.

IL VATICANO HA 10.000 POSTI LETTO A ROMA, MA PAPA FRANCESCO PREFERISCE ACCOGLIERE RICCHI TURISTI E NON CLANDESTINI.
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Sono mesi che sento ripetere in continuazione enunciazioni di alti e nobili valori quali l’accoglienza e la solidarietà. Quando poi certi valori vengono enunciati da Sua Santità Papa Francesco assumono un’ulteriore importanza.

Negli ultimi giorni abbiamo ascoltato pesanti critiche per chi non accolga fraternamente le orde di profughi che ogni giorno approdano sulle nostre coste.

Bene, bravo Papa Francesco!

Il_Messaggero_13_Agosto_2015Stamattina sfogliando il Messaggero, giornale romano storicamente vicino all’Udc, vedo una denuncia a pagina 3. Il Vaticano avrebbe solo a Roma oltre 10 mila alloggi destinati alla ricezione turistica e non alla accoglienza dei profughi e dei poveri disperati che scappano dalla guerra.

Ricordo che qualche anno fa un esponente radicale denunciò come dietro alle case di accoglienza dei pellegrini, che per la legge godono di diversi sgravi fiscali, si nascondano dei veri e propri hotel e case vacanza, spesso a 5 stelle e con piscina.

Ma allora caro Papa Francesco, che aspetti ad accogliere 10 mila poveri disperati che sono scappati dalla guerra e che non chiedono altro di essere abbracciati dalla bontà e dalla misericordia di Sua Santità?

Facciamo che domani mattina cacci tutti i vari turisti che pagano un centinaio di euro a testa e metti nelle stanze della misericordia, costruite con i soldi dell’elemosina e dei contributi dei fedeli, i vari clandestini e gli immigrati?

San Francesco d’Assisi, del quale ti onori di portare il nome non esiterebbe un solo istante di fronte alla scelta dell’accoglienza tra un ricco turista o un clandestino sbarcato col gommone e così vale per un altro tuo omonimo, tale Francesco da Pietralcina, più noto come San Pio.

Ma poi caro Papa Francesco, parlare di accoglienza avendo 10 mila posti letto solo a Roma e subito dopo aver incassato 1 miliardo di euro dell’ 8 per mille dalle casse dello Stato italiano, già disastrate per conto loro, non mi pare proprio un bell’esempio.

Dopo averci testimoniato i valori dell’accoglienza e della misericordia, testimoniaci anche il dono della povertà e restituisci quel miliardo di euro all’Italia, chiedendo che venga destinato ai poveri, all’assistenza dei diversamente abili, alle scuole che cadono sulle teste dei nostri ragazzi, al recupero dei tossicodipendenti e così via.

Caro Papa Francesco, fa qualcosa di concreto tu che sei una nobile personalità spirituale.

Sai, qui di chiacchieroni che rintontiscono il popolo di parole vuote ne abbiamo tanti. Ci serve qualcuno che oltre ad enunciare valori, li testimoni nel momento successivo con azioni concreti. Fai qualcosa di concreto e prendi le distanze da chi rintontisce solo la gente con belle parole vuote.

O continua a incassare decine di milioni di euro al giorno con i tuoi hotel e resort di lusso con piscina, ma risparmiaci da lezioncine morali su cosa vorresti che gli altri facessero e che tu in prima persona non sei in grado di fare. Scusa se ti faccio notare certe cose, ma sai l’ipocrisia è la cose che sopporto di meno in questa nostra società moderna…

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QUALCOSA SI MUOVE A DESTRA DEL NULLA

QUALCOSA SI MUOVE A DESTRA DEL NULLA
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Amministratori locali quarantenni lavorano per dare vita ad Alleanza Nazionale 2.0

Dal 2008, ovvero dalla nascita del Popolo della Libertà, la destra è stata quasi totalmente marginalizzata dall’azione politica quotidiana. Inglobata e annullata e poi piano piano divisa e annientata.
Silvio Berlusconi ha occupato mediaticamente lo spazio che era di An per poi sostituirne i dirigenti con i suoi uomini, che poi puntualmente sono passati a fare da stampella a Renzi.
In questi giorni sembra che sia suonata la campanella e sia finita la ricreazione nella destra politica italiana. Si tenta di tornare in classe dopo che per qualche anno le strade sono state separate e spesso contrapposte.
Si muove qualcosa a destra del nulla. Un nulla rappresentato da un centrodestra che nel migliore dei casi si presenta diviso, confuso e lacerato, senza alcuna capacità di programmare le strategie future.
C’è bisogno di una destra non estremista, che alzi però la voce su immigrazione, giustizia e legalità. Tematiche prese in prestito da altri e usate come cartello elettorale. Ma non è colpa di chi le ha prese in prestito, ma semmai di chi le ha abbandonate per pensare ad altro.
L’implosione di Alleanza Nazionale ha portato le singole correnti ad assumere posizioni distinte e distanti come tante meteore impazzite, a creare piccole liste civiche locali o partitini ininfluenti che hanno disperso l’elettorato. Siamo così passati dai duri e puri che si sono isolati su posizioni estreme, ai dirigenti che di corsa hanno imparato ‘meno male che Silvio c’è’, da chi è al Governo con il Pd a chi ha smesso semplicemente di fare politica.
C’è una generazione di quarantenni che ha vissuto la svolta di Fiuggi e visto Alleanza Nazionale al 15,6% nel ’96 che ritiene che il patrimonio valoriale della Destra italiana non possa essere disperso e non possa essere enunciato da nuovi leader che con la destra hanno poco a che fare.
L’elettorato storico è profondamente disorientato e ferito. Ciò che è avvenuto a Roma è solo uno dei tanti casi che hanno umiliato e macchiato la storia della destra italiana. È vero che non ci sono condanne definitive ma resta evidente alla prova dei fatti che la nuova classe dirigente non sia stata all’altezza del governo della Capitale d’Italia e si sia accontentata di amministrare assecondando vecchi poteri e aspirazioni personali, invece di cogliere l’occasione per una rivoluzione copernicana dell’amministrazione capitolina.
Si è preferito costruire delle correnti attorno alle singole cerchie di potere semplicemente per auto tutelarsi e sopravvivere in un sistema fortemente dopato.
C’è uno spazio enorme a destra del vecchio Pdl, uno spazio che va riconquistato e ricostruito. Tanti elettori che chiedevano una classe politica trasparente, seria e pulita hanno risposto all’appello di Grillo. Molti, anzi moltissimi ricordano che in AN bastava un avviso di garanzia per rimanere in panchina e non essere ricandidati almeno fino al giudizio finale. Il passaggio nel Pdl dove, al contrario, processi e condanne sembravano fare curriculum per molti è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.
C’è un grande lavoro da fare per ricostruire la credibilità stessa della destra italiana e non basterà una semplice operazione di marketing di pochi mesi, o magari qualche evento-spot organizzato da vecchi dirigenti che hanno la convinzione di avere le chiavi di una casa che non c’è più.
La prima cosa buona che dovrebbero fare è mettersi in panchina e dare al massimo dei consigli da allenatori. Lo stesso Gianfranco Fini che è stato il leader indiscusso di Alleanza Nazionale, oggi non potrebbe fare altro che mettere a disposizione la sua esperienza e il suo bagaglio culturale alle nuove generazioni. Ma niente candidature, niente pretese di questo o quel posto. Perché bisogna costruire qualcosa di davvero nuovo e non riproporre qualcosa che è già sonoramente fallito qualche anno fa.
La cosa migliore che possa aver fatto Bossi nella sua vita è stato lasciare un partito distrutto da inchieste e scandali nelle mani degli elettori che hanno scelto liberamente di affidarsi al giovane Salvini che ha portato la vecchia Lega ad essere il terzo partito italiano. Ci sono degli straordinari amministratori locali nel centrodestra, ma sanno che non potranno mai emergere perché c’è una forma di tappo generazionale che non gli permetterà di andare oltre ai consigli regionali, perché i vecchi dirigenti, gli ex ministri, gli ex sottosegretari non rinunceranno mai al loro seggio e non permetteranno un ricambio generazionale che mai come ora è urgente e necessario.
Se non si trova un accordo tra i vecchi dirigenti che non vogliono assolutamente mettere in discussione il loro ruolo, è necessario che dei giovani amministratori facciano qualcosa per rimettere in moto una comunità umana che in questi anni ha già dimostrato di poter votare per altri partiti e altre coalizioni.
Non ho mai pontificato Fini nella sua azione da leader, ma avendo vissuto la drammatica esperienza del Pdl gli riconosco l’appartenenza ad una cultura politica che del confronto, della formazione degli amministratori e dei dirigenti nel territorio faceva un punto d’orgoglio.
Improvvisamente ci siamo trovati inghiottiti in un circo mediatico fatto di inni, spot, coriandoli ed effetti speciali, dove chi parlava bene in tv poteva fare il capogruppo e chi era invece bravo a scrivere leggi e magari aveva la disgrazia di avere un po’ di esperienza di aula, veniva emarginato e messo in secondo piano.
Ci sono troppe cose che non funzionavano in Alleanza Nazionale e che hanno portato questo soggetto politico ad implodere.
Solo se si avrà il coraggio di riconoscere determinati errori si avrà la possibilità di ripartire con un nuovo soggetto politico che possa riconoscersi in una destra popolare e non populista, una destra che vede la tv come uno strumento di supporto e non come unico mezzo col quale confrontarsi con gli elettori. Una destra seria e credibile, capace di tornare a riempire le piazze e non solo di fomentare il pubblico della D’Urso o di Quinta Colonna.
Una destra che torni a parlare a testa alta di onestà, di legalità, di giustizia senza che qualcuno possa puntare contro il dito possa e dire di essersi resi complici di un qualcosa che di destra non è mai stato.

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TUTTI AL GAY PRIDE. MA POI QUANDO SCENDONO IN PIAZZA LE FAMIGLIE SI INVOCANO I CARRIARMATI DI PIAZZA TIENANMEN

TUTTI AL GAY PRIDE. MA POI QUANDO SCENDONO IN PIAZZA LE FAMIGLIE SI INVOCANO I CARRIARMATI DI PIAZZA TIENANMEN
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Family_Day_Rome_-_May_2007_-_273Meno di una settimana fa a Roma hanno sfilato i variopinti carri del gay pride. Nessuno ha detto niente e anzi il Sindaco si è messo in prima fila con tanto di fascia a reclamare quei diritti civili che il suo Governo e il suo partito non sono in grado di approvare. Una manifestazione che trovo legittima ma che non condivido per alcuni aspetti eccessivi e carnevaleschi che danno una visione alterata della realtà glbt. Per non parlare del cattivo gusto di chi va nudo in strada o si frusta nelle piazze della storia del cristianesimo mondiale. Ma passi anche questo e per essere liberal dico che ognuno fa quello che vuole e si fa giudicare per come sfila.

Oggi apro twitter e scopro che c’è a Roma il Family day. Ne ricordo uno nel lontano 2007. Mi accorgo subito di una aggressività spropositata da parte della rete.

Nel migliore dei casi si ironizza sui preti pedofili e sui tradimenti, ma in molti casi la rete è più pesante e volgare e massacra questo evento. C’è chi arriva a dire che dovrebbe essere proibito e che è una manifestazione di carattere fascista e incostituzionale.

Insomma, tutto il mondo è Charlie Hebdo e vuole la libertà di espressione degli altri, gli enti locali danno i patrocini e i soldi della collettività per organizzare discutibili parate di gente nuda per le strade; quando poi scendono in piazza gli oratori e le pericolose famiglie con mamme e papà accompagnate dalle suore con le chitarre, allora il pericolo di fascismo è così alto che dovremmo far intervenire i carri armati in puro stile Tienanmen e far reprimere nel sangue questa pericolosa manifestazione omofoba.

Ma state impazzendo o cosa? Sono liberale e ho sempre difeso i diritti civili e chi si batte per veder riconosciuto il sacrosanto diritto alla felicità dell’individuo.

Non posso sopportare questa intolleranza nei confronti delle famiglie naturali e della Chiesa, anche se questa è lontana un milione di anni luce dal mio pensiero.

State davvero sognando un Paese che possa proibire a qualcuno di manifestare in piazza? Che metta il tappo ad alcuni pensieri e che dica ciò che è lecito o illecito pensare?

Non capite che in uno scontro frontale non potete fare altro che farvi male?

Ricordo il World Gay Pride di Roma, 15 anni fa. Cosa è cambiato in quasi un ventennio? Assolutamente nulla. Qualcuno è diventato parlamentare, qualcun altro Consigliere comunale, qualcun altro semplicemente ricco sfondato. Ma per il resto siamo come e peggio di prima. Sarà il caso di fare una brevissima analisi e vedere in cosa bisognerebbe cambiare rotta?

Sarà il caso di smetterla di attaccare frontalmente una Chiesa Cattolica che ha il consenso e la fiducia dell’80% degli italiani che sentono più vicino il Papa del Presidente della Repubblica?

Lo capite che se è vero che le famiglie gay non tolgono nulla alle famiglie etero è vero anche il contrario?

Ma ho il sospetto che l’isteria collettiva di oggi nasconda una vecchia radice… Ricordo che durante il Family Day del 2007 si mise una pietra tombale sui famosi Pacs-Dico e che poco dopo crollò vergognosamente il Governo di sinistra di Prodi-Bertinotti. Non sarà che tutto questo nervosismo sia dettato dal terrore che tra qualche mese Renzi e la sua minoranza se ne vadano a casa e si torni a votare di nuovo? Perché allora vuol dire che qualcuno prima di vedere gli attacchi delle famiglie e i diritti civili, metta al primo posto i diritti privati del proprio partito. E questo non fa propriamente bene alla causa di nessuno.

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